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mercoledì 23 maggio 2012

Bollettino macroeconomico settimana 16-22 Maggio 2012

Mentre sul fronte internazionale ferve il dibattito su come conciliare austerità e crescita, ieri l'Ocse nel suo rapporto semestrale “World Economic Outlook” ha rilasciato i nuovi aggiornamenti sulle stime mondiali di crescita.



  • Per l'Area Euro ha tagliato le previsioni di crescita da +0,2% a -0,1%, alzando peraltro le stime di Germania (+1,2% da +0,6%) e Francia (+0,6% da +0,3%).
  • Le stime per l'Italia sono di -1,7% per il 2012 e -0,7% per il 2013.
  • Il Pil 2012 degli Usa è rivisto al rialzo al 2,4% (da + 2,0%), come quello del Giappone (+2,0% da invariato).
  • Rivisto a ribasso il PIL della Cina, al +8,2% da +8,5% di novembre.
  • Anche la Banca mondiale ha ridotto le sue stime sulla Cina all’8,2% quest'anno dall’8,4% precedente.

Sempre l’Ocse ritiene che dalla fine del 2011 l'Italia ha introdotto significative riforme strutturali compiendo progressi nel risanamento dei conti pubblici, ed è sulla strada giusta per l'azzeramento del deficit di bilancio.
Le stime sono di un rapporto deficit/Pil in calo all'1,7% quest'anno e allo 0,6% il prossimo,
con ritorno al pareggio di bilancio nel 2014.





L'Istat prevede invece una riduzione del Pil italiano pari all’1,5% per il 2012. Il quadro dovrebbe migliorare già a partire dall'anno prossimo, quando il tasso di crescita del Pil tornerà a essere positivo (+0,5%) per effetto del rafforzamento della domanda mondiale e di una debole ripresa degli investimenti delle imprese.

Dominata dal tema della crisi europea di fronte agli ultimi sviluppi politici, nella riunione dei vertici del G8 terminata sabato si sono trattati i temi caldi del destino dell'Unione europea e della crescente esigenza di conciliare il rigore dei conti pubblici e provvedimenti per il rilancio di un'economia asfittica.

Il presidente francese Hollande e i leader della zona euro promuoveranno l'idea di bond sottoscritti congiuntamente da tutti i paesi dell’Area in occasione dell’odierno vertice informale a Bruxelles, aumentando la pressione su Angela Merkel finora contraria. 

Proprio il cancelliere tedesco, in seguito alle nuove richieste di allentare la pressione verso la disciplina fiscale nella Zona Euro, ha ribadito la sua visione per cui consolidamento e crescita non sono in contraddizione, ma che l'Europa è ancora molto lontana da un'unione fiscale, precondizione per qualunque emissione comune di debito.

Sul fronte macro, Eurozona è riuscita appena ad evitare la recessione nel primo trimestre del 2012, ma la crisi debitoria ha pesato sulle economie di Francia e Italia, allargando il divario con la Germania, che ha segnato un'inattesa espansione nei primi mesi dell'anno.

Secondo Eurostat, il Pil dell’Area Euro è rimasto al palo nel 1° quadrimestre ma è risultato leggermente superiore alle stime degli economisti, che avevano stimato un calo dello 0,2%, evitando l'entrata in una
recessione tecnica, dopo la contrazione dello 0,3% segnata nel 4° quadrimestre 2011.

In Spagna il Pil del primo trimestre ha mostrato su base annua un calo dello 0,4% (-0,3% q/q), in linea con la precedente rilevazione e con il consensus. Il ministro dell'Economia spagnolo De Guindos ha dichiarato che l'economia del Paese subirà una contrazione dello 0,3% nel 2° quadrimestre, e parlato di un forte impegno delle regioni autonome per soddisfare gli obiettivi sul deficit. L'inflazione nei Paesi dell'Area Euro è stata pari in aprile dello 0,5% su mese e del 2,6% a/a, in linea con le attese.

In merito alla questione Grecia, il presidente della Commissione UE Barroso ha dichiarato che la decisione finale sulla permanenza di Atene nell'euro tocca al popolo greco, anche se il Paese ellenico non può rinnegare i propri impegni. Le nuove elezioni sono state fissate per il prossimo 17 giugno.

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