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RICHARD RUSSELL, veterano della finanza

Richard Russell Richard Russell è un veterano molto famoso tra i “newsletter writers” del settore finanziario ed è nato a New York, nel 1924. Russell ha vissuto sia i momenti buoni che quelli cattivi dell’ultimo secolo a partire dalla grande depressione al boom economico. Ha studiato alla Rutgers e ha ricevuto la laurea alla New York University.  Durante la Seconda Guerra Mondiale, Russell ha volato sui bombardieri Mitchell B-25 da combattimento della 12° compagnia del l'Aeronautica Militare. Molto famose sono le  “lettere” sulla teoria di Dow  che Richard Russell iniziò a pubblicare nel 1958 e continua a scrivere tutt’oggi, senza aver mai saltato una pubblicazione. La newsletter sulla teoria di Dow è il più antico servizio continuativo scritto da una sola persona nel settore. Gli abbonati alla Dow Theory Letters  sono oltre 12.000, da tutti i 50 stati americani e decine di province d'oltremare. Russell è riuscito a

INVESTIRE IN PERLE ? ALCUNE INFORMAZIONI

Ho visto una bellissima immagine su una rivista; una magnifica perla. Potrebbe essere una valida forma di investimento, alternativo all'oro ? L'oro ha raggiunto prezzi stratosferici, e le perle che quotazioni hanno, come si certifica e varia nel tempo la quotazione di una perla ?  Sono tutte domande a cui per ora non so rispondere, però la curiosità di saperne di più è tanta.  Così ricerco le prime informazioni. Di seguito un breve riassunto di quello che ho trovato, ed il rimando ad una serie di articoli conoscitivi interessanti. Il termine "perla" deriva da permula con cui si indicava la conchiglia che la conteneva.  La genesi di questo magnifico gioiello è meno nobile di quanto si pensi poichè è il risultato dell'irritazione subita dall'ostrica (il mollusco contenuto nella conchiglia) e generata da parassiti o pezzi di conchigli che sono penetrati nella conchiglia.Il processo è molto lungo e può richiedere anni. La perla, di forma sferic...

CHARLES DOW, pioniere dell'analisi tecnica finanziaria

Charles Dow Lo studio dell’ analisi tecnica occidentale è molto recente. Possiamo, infatti, risalire solo agli inizi del ventesimo secolo, grazie alle prime osservazioni sui mercati azionari effettuate da  CHARLES DOW (1851-1902). Charles Henry Dow nacque il 5 novembre 1851 a Sterling, Connecticut, giornalista statunitense, divenne famoso nel mondo per le sue osservazione degli andamenti dei mercati finanziari interpretando e misurando i movimenti generali dei grafici azionari.  Le sue osservazioni  sono tutt'ora alla base di diverse teorie dell'analisi tecnica finanziaria. Nel 1882 divenne co-fondatore della Società Dow Jones, creata insieme al suo amico e socio in affari, Edward Jones e a Charles Bergstresser. Il termine " Dow Jones ", è tutt'ora utilizzato nelle piazze della borsa americana per indicare vari indici che rappresentano settori finanziari del mercato. In particolare, una delle principali ideazioni di Dow è  il famoso indice...

Storia dell’istituto Mediobanca

Mediobanca nasce nel 1946 su iniziativa della Banca Commerciale Italiana (l’attuale Intesa Sanpaolo) con Raffaele Mattioli, Enrico Cuccia, Credito Italiano (l’attuale UniCredit) e in seguito il Banco di Roma; l’obiettivo era quello di soddisfare le “esigenze a media scadenza delle imprese produttrici” e aiutare così le imprese a riprendersi in seguito alla situazione venutasi a creare dopo la Seconda guerra mondiale. Il primo presidente fu Eugenio Rosasco , seguito da Adolfo Tino e successivamente lo stesso Cuccia ottenne la carica di presidente onorario. L’attività di Mediobanca avvenne fin dall’inizio tramite affiliate tra cui Spafid, Compass, Reconta e S.E.L.M.A.; quotata in borsa dal 1956, nel 1957 vide collocare sul mercato 100.000 azioni a 12.800 Lire l’una e, nel frattempo, concluse accordi con gruppi bancari come Lehman Brothers, Berliner Handels Gesellschaft, Sofina e il gruppo Lazard che poi entrarono a far parte del primo patto di sindacato con la Banca Commerciale...

FTSE MIB: Aggiornamento grafici dal 2000 ad oggi

Da luglio 2013 l'indice FTSE MIB sta salendo con una forza sorprendente e senza aver mai effettuato delle vere correzioni per limitare gli eccessi rialzisti. Per questo motivo sono molti gli analisti che si aspettano possibili situazioni di storno per riequilibrare i valori di mercato, sebbene il trend dell'indice sia ancora saldamente in una fase di trend positivo. In questo senso nelle ultime sedute l'indice ha tentato di superare per 3 volte senza riuscirci il valore di 19.300 punti chiudendo la giornata del 18 ottobre al valore 19.271. Valori di resistenza in caso di trend rialzista  ▲ Se il trend rialzista dovesse continuare , con il superamento dei 19.300 punti la prima soglia da raggiungere è posta intorno al valore di  19.500 .  Superata anche questa barriera l'indice potrebbe avere campo libero fino a 20.000 punti con estensioni al rialzo che potrebbero toccare 20.200 - 20.300 . Valori di supporto in caso di trend ribassista ▼ ...

Cos'è il p/e di un'azione?

Il p/e (prezzo/utili) o price-earnings ratio di un’azione, è la risultante del rapporto tra il prezzo corrente dell’azione e gli utili attesi . Nell’analisi finanziaria è uno dei principali elementi di cui tener conto, considerando però che alcuni elementi variabili possono modificarne la percezione; in caso di settori a elevata concorrenza, è naturale attendersi p/e bassi, in virtù del fatto che un maggior numero di concorrenti determina una frammentazione superiore degli utili. Nel calcolare il p/e è però sconsigliabile utilizzare il bilancio dell’anno precedente perché ormai “sorpassato”. Un p/e pari a 10 è basso e indica il fatto che il titolo quota l’utile 10 volte mentre un p/e pari a 20 indica che l’utile è quotato 20 volte; rifacendosi al discorso precedente, il valore può essere legato al settore di appartenenza ma anche a una sottovalutazione o sopravvalutazione del titolo. Un p/e alto può essere tale non per motivi “oggettivi” ma semplicemente per il fatto che...

Cina e Giappone affilano le armi per i diritti sulle terre rare

La disputa tra Cina e Giappone per le terre rare non è una novità, da tempo, oltre agli Usa, anche la potenza nipponica cerca di inserirsi e rubare quote di mercato; ora però, dopo la scoperta di giacimenti al largo del Giappone, una nuova tegola sembra volersi abbattere sul mercato cinese che, per molto tempo, è stato un vero e proprio monopolista del settore. La situazione non è semplice, la Cina da tempo affronta un calo nelle esportazioni di terre rare e questo, oltre a creare un diffuso malcontento, si riflette anche sul settore occupazionale a causa della non rimandabile chiusura di alcune compagnie. La tensione tra Cina e Giappone però è destinata a crescere sempre più, in considerazione del fatto che alcune aziende cinesi (12), impegnate nel mercato delle terre rare, avrebbe intenzione ti far causa alla Hitachi Metals Ltd, ipoteticamente rea di far uso di brevetti non validi e, soprattutto, di utilizzare i diritti di brevetto in maniera illegittima. La disputa v...