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Tendenza dei consumi in Cina nei prossimi anni e le nuove generazioni cinesi "otaku"

Generazione Otaku
Generazione Otaku


La Cina, nazione più popolosa del mondo,  al momento può contare su 1,3 miliardi di consumatori con alto potere d'acquisto - tanto che si può prevedere che entro il 2015 saranno in grado di  comprare un settimo dei prodotti totali del mondo, almeno secondo le stime riportate dal Sentinel Asia.
Gli investitori stranieri devono essere consapevoli delle tendenze del mercato cinese, come identificato da uno studio del Samsung Economic Research Institute.

In questi ultimi anni centinaia di milioni di giovani cinesi sono emigrati dalle aree rurali a quelle urbane e la maggior parte sono senza fratelli a causa della politica del figlio unico, adottata dal Paese di Levante ormai da molto tempo, conseguentemente sono stati anche maggiormente accuditi dalle famiglie.

Dal momento che le nuove generazioni di cinesi non hanno fratelli vi sono anche meno coetanei di quartiere per giocare e socializzare determinando di fatto l'abitudine a rimanere a casa invece che impegnarsi in attività all'aperto, dando luogo alla loro etichettatura come una generazione "otaku", una parola giapponese che si riferisce a persone con un interesse, spesso ossessivo, per i giochi al computer o per l' elettronica di consumo.

Da uno studio condotto risulta che i ragazzi tendono a fidarsi e preferiscono siti di social network e Weibo rispetto alle fonti di informazione tradizionali. Questi cambiamenti hanno grande influenza anche sulle tendenze di consumo future.

Gli adolescenti sono meno propensi a fare sacrificare rispetto alle generazioni precedenti - e tendono a fare più acquisti, anche come segno distintivo di una nuova identità. Le nuove generazioni sono più istruite, indipendenti e come i loro coetanei occidentali, vivono collegati on-line.


Lo studio, riportato dal Sentinel Asia, sottolinea che : "Le nuove generazioni cinesi, meno avvezze alle difficoltà, e più in contatto con diverse culture hanno una visione generale più ottimista, aperta ed individualista, rispetto alle generazioni precedenti."




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